BIANCA BECCALLI
Bianca Beccalli, professoressa ordinaria di Sociologia del Lavoro presso l'Università degli
Studi di Milano coordinerà a Melting Box il "Dialogo sul lavoro".
Sono entusiasta di questo evento perché le pari opportunità sono un argomento che mi sta molto a cuore come argomento di studio, come tema politico e sociale: mi pare sia perfino inutile sottolineare l'importanza e l'urgenza di attuare politiche di pari opportunità nei nostri tempi. Mi pare sia perfino inutile sottolineare l'importanza e l'urgenza di attuare politiche di pari opportunità
oggi. Il perché in Italia ci sia questa ostilità, questa indifferenza, questa sufficienza rispetto alla
tematica delle Pari Opportunità dovrebbe essere oggetto di un approfondita analisi sociologica,
storica e culturale.
Sta di fatto che Melting Box è, in realtà, la prima iniziativa nazionale - perché pur essendo piemontese ha
una portata nazionale - e spero davvero che un evento di questo tipo, intensamente comunicativo
e interattivo, frutti presto un indotto positivo.
Per darvi un'idea del contesto in cui ci muoviamo in Italia porto un esempio di come, in questo famoso Anno europeo delle Pari Opportunità, ho visto dedicare per la prima volta un'importante attenzione su alcuni quotidiani nazionali - addirittura un'intera pagina alle Pari Opportunità - verso la metà di agosto, sapete di cosa si parlava? Si parlava del caso norvegese e di come in Norvegia ci sia quasi il rischio di discriminare gli uomini e che, quindi, la Ministra stava predisponendo un nuovo Comitato per la difesa dei diritti maschili. Non sto a entrare nei dettagli sul come era riportata la notizia di dubbio valore politico e, anche, di dubbio gusto oltrechè contenente parecchie scorrettezze.
In Melting Box si sottolineano le diverse dimensioni delle Pari Opportunità: si evidenzia molto esplicitamente che non si parla solo di questioni di genere. È una sottolineatura importante, perché in Italia si pensa comunemente che le Pari Opportunità vogliano dire "genere", "donne": si vede rosa, si pensa subito e solo alle "quote rosa"… In realtà si parla di etnia, religione e convinzioni personali, di orientamenti sessuali, disabilità, età e di genere. Questo per far luce sulla radice storica vera della questione "Pari Opportunità" che si è sviluppata negli Stati Uniti, in realtà, non in relazione al genere, ma alle diseguaglianze e alle discriminazioni razziali. È interessante che in Europa e in Italia si voglia ora riprendere il filo di quello che è stato un lungo giro storico nel quale, ad un certo punto, sono state introdotte anche le discriminazioni di genere, anche le azioni positive per le donne. Quindi, con Melting Box, ci si riallaccia alla storia genuina delle Pari Opportunità per Tutti. Molti temono il rischio - questo è un problema sempre molto dibattuto in Europa - che realizzando un grande evento "per tutti" si finisca con lo stemperare, per così dire, la precisione di un messaggio pensando che sarebbe più efficace se fosse rivolto ad un gruppo solo. Io credo certamente di no, che questo pericolo non ci sia e che, anzi, occorra andare verso questa apertura ma dobbiamo essere consapevoli anche può essere usato da chi non ci è amico per stemperare la portata dei contenuti.
E questo mi porta a sottolineare un secondo aspetto: l'associazione tra Pari Opportunità e Diritti.
Anche qui si tratta non di una contraddizione, non di fasi diverse. Le Pari Opportunità nascono dall'interno di un discorso sul Diritto, sui diritti civili, politici, sociali.
Nascono per rispondere a quella parte di cittadinanza che richiede diritti sociali che vadano oltre una giudaica uguaglianza formale. L'articolazione delle Pari Opportunità nasce proprio da questo tronco generale dei Diritti di cittadinanza. Introduce una forte "variazione", però: un momento di discontinuità di cui è bene essere consapevoli, perché per rendere veri i diritti di eguaglianza è necessario, spesso, introdurre delle discontinuità, fare delle eccezioni, creare dei percorsi privilegiati, svolgere delle azioni positive o delle "affermative action" come le chiamano negli Stati Uniti. Occorre fare, in un certo senso, sembrerebbe quasi, delle ingiustizie, cioé considerare l'appartenenza ad un gruppo come fosse una fonte speciale di diritti. In questo c'è una "tensione", ma è quella tensione giusta e tipica del dialogo, del confronto tra diritti individuali e diritti di gruppo. I diritti di gruppo sono talora necessari perché i diritti individuali trovino la loro vera espressione, ma dobbiamo sempre mantenere, appunto, una tensione tra il diritto di un gruppo e il diritto degli individui perché ogni individuo riesca a maturare la propria capacità di sviluppare una sua cittadinanza. Occorre indirizzare e mediare diritti di gruppo e di cittadinanza, le molte diseguaglianze - e molte discriminazioni sono diseguaglianze che si riconducono alle diversità - e le differenze, laddove la differenza ha un valore - come recita il sottotitolo di melting box - perché la differenza va rispettata in quanto tale, e non si può tendere ad una omologazione.
Diritti e differenze, diritti individuali e diritti di gruppo. Allora la questione delle Pari Opportunità ci porta a prendere in considerazione un tema centrale del nostro tempo e del nostro mondo: il tema del multiculturalismo. Fino dove vogliamo andare con quella parte delle politiche delle Pari Opportunità e del riconoscimento delle differenze che apre e chiama in causa i diritti multiculturali? Fino a dove possiamo spingerci e dove ci vogliamo fermare? Su questo terreno le donne sono cruciali, devo dire, perché le donne sono in qualche modo le più vicine al cuore dei diritti umani e nessun senso di rispetto delle culture altre ce lo deve fare dimenticare. Se le culture altre sono oppressive nei confronti dei membri deboli del loro gruppo - e sono spesso le donne e i bambini - allora loro diventano i rappresentanti dei diritti umani; allora i diritti delle donne, come i diritti umani, si affiancano di nuovo in una nuova tensione molto fruttuosa nell'ambito del discorso sulle delle Pari Opportunità. Ed ecco il perché dei dialoghi di Melting Box, strutturati sui vari argomenti che spaziano dai fondamenti filosofici di questi problemi, all'osservazione in contesti sociali specifici dello svolgersi di questi processi nell'ambito della città, nel mondo del lavoro, dell'economia, della comunicazione, delle religioni, in diversi ambiti.
Come penso stia andando per le Pari Opportunità? Pur con tutta la speranza e l'interesse con cui guardo ai segni positivi che si muovono, vi dico che c'è molto, molto da fare. Nulla mi sembra più pericoloso, oggi, del giustificare le diseguaglianze come il frutto delle libere scelte degli individui e, in particolare, delle donne. È un atteggiamento diffuso: se le donne vogliono stare a casa e non lavorare anche dopo aver tanto studiato sarà una loro scelta, sarà una loro preferenza. Io mi arrabbio molto quando anche tante mie amiche femministe dicono questo, convergendo con una filosofia di tipo liberale e conservatrice che dice ciascuno si merita quello che ottiene dalla vita, il mondo così com'è va benissimo. Non credo affatto. E mi sembra che il messaggio centrale della Fiera dei Diritti e delle Pari Opportunità per Tutti sia proprio l'invito ad approfondire, dialogare, investire perché ogni cittadino possa sviluppare le capacità di definire la propria cittadinanza. Con questa tensione dialogica che dobbiamo insegnare a coloro che, ignoranti o sordi, non capiscono che questo è uno dei punti centrali per le nostre politiche sociali e culturali.